ICONE ATLETICHE

Lo sport è e rimarrà sempre una delle massime espressioni dell’essere umano, perché il fisico rappresenta quanto di più manifesto l’uomo possa esibire in ogni suo gesto. Nelle mie giornate di malcelata nullafacenza mi sono dilettato non poco a cercare forme e personaggi in grado di dare un senso a questo mio amore, palesato principalmente nell’animo piuttosto che su un qualsiasi campo da gioco. Perché si, sono un pigro e un grande amante della maledetta televisione, dunque guardo con grande giubilo molti eventi sportivi al fine di conoscerne i nomi, i gesti, innamorarmi di attimi che riecheggeranno nell’etere e nella memoria delle persone per lungo tempo.

“Icone Atletiche” è una rassegna di personaggi che ho accumulato nel tempo, provenienti da varie discipline sportive e che in esse hanno primeggiato o comunque dato vita a momenti epici di cui in molti ancora serbano un ricordo, fatto intimo.

Kobe Bryant illustrato a figura intera di profilo destro mentre si produce in un tiro. Immancabile completo dei lakers con il numero 24 sulla schiena, le bandiere italiana e americana stilizzate nella parte alta sinistra del poster, una grossa area arancione mette in risalto il nome del campione, mentre nell’angolo in basso a sinistra spunta una citazione: “My parents are my backbone, still are. They are the only group that will support you if you score zero or you score 40.”
La celebrazione dei successi del modena volley nella stagione 2015-2016. Erwin Ngapeth si aggrappa alla torre del campanile del duomo di Modena andando a raccogliere un pallone arrivato altissimo nella troposfera, tanto da rendere visibile tutta l'Europa.
Nadia Comaneci spegne la candelina sulla sua torta di compleanno mentre si trova in spacca rovesciata.
Roberto Baggio, immortalato di spalle con la folta chioma riccia e la maglia della nazionale, sullo sfondo un suo aforisma: “non credete a ciò che arriva senza sacrificio. Non fidatevi, è un’illusione. Lo sforzo e il duro lavoro costruiscono un ponte tra i sogni e la realtà”
Suzanne Lenglen si prodiga in un passo di danza al centro del poster con una racchetta in una mano e una pallina nell’altra, vestita con un abito che ricorda quello di una ballerina. Alla sua figura bianca vengono contrapposti un campo arancione a rimandare la terra rossa di Parigi e un campo verde, richiamo immancabile a Wimbledon, dove Suzanne ebbe la sua consacrazione.
Alberto Tomba a Calgary, il 27 febbraio 1988. Una sagoma vestita d’azzurro sfreccia sulle piste del super gigante zigzagando fra le bandierine, regalando all’Italia un successo che rimarrà impresso nella storia dello sport Azzurro.
Le monoposto di Villeneuve e Arnoux sfrecciano sul tracciato di Digione, chiaro rimando alla sfida epica avvenuta frai due nel gran premio del 1979. Villeneuve è al comando della sua Ferrari, ovviamente rossa, Arnoux guida la Renault di livrea giallo-bianca. Dalle ruote si alzano nell’aria lampi di velocità.

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